
23.12 Assieme a mio cugino Marco e ai nostri educatori, abbiamo deciso di partecipare a una visita guidata al museo di Conversano. Infatti siamo tutti appassionati di arte, e l’idea di vedere dei quadri antichi ci appassionava molto. Così, dopo esserci ritrovati a Polignano intorno alle quattro del pomeriggio, siamo partiti in auto in direzione di Conversano. La giornata era piuttosto fredda, e tirava un vento gelido che ci ha costretti a coprirci con sciarpe e cappelli. Si sente che l’inverno prossimo è in arrivo.

All’ingresso della pinacoteca ai piedi del castello, siamo stati accolti dagli organizzatori della visita guidata che ci hanno accompagnato all’interno di una sala molto grande. Dopo una breve spiegazione da parte dell’associazione che ha curato la visita, la ProLoco di Polignano a Mare, una guida ci ha accompagnato per tutto il tempo della visita. Era molto brava e mai noiosa da ascoltare, a me è piaciuta molto per il suo modo i parlare e raccontare le cose con grande passione.

Tutti i quadri erano stati realizzati da Paolo Finoglio, un artista napoletano vissuto nel 1600. La guida ci ha spiegato che si trattava di una serie di opere dedicate allo stesso tema, cioè un’opera di Torquato Tasso che si chiama “Gerusalemme Liberata”. Le dieci tele erano divise in tre stanze, ognuna delle quali con un tema diverso: l’amore, la morte e la guerra. Non mi aspettavo di vedere dei quadri così belli e soprattutto così grandi. Alcuni particolari dei vestiti dei soldati erano molto realistici. La guida ci ha anche raccontato la storia dell’opera e quello che accadeva all’interno di ogni singolo dipinto.

All’uscita della pinacoteca, la visita guidata continuava con il museo storico e archeologico di Conversano, dove abbiamo avuto modo di vedere dei vestiti molto antichi. Mi ha colpito il fatto che fino a poco tempo fa nessuna delle donne si sposava con l’abito bianco, perchè il bianco era considerato un colore poco pregiato. C’erano anche parrucche con acconciature, ventagli ed altri oggetti che si usavano tanti anni fa. Alcuni di questi oggi non si usano più, come ad esempio le lampade in cui per fare luce si metteva dell’olio che bruciava e faceva una fiamma come una candela.

Verso la fine abbiamo visitato un’altra grande stanza dove c’era una porta che mi ha incuriosito molto. C’era raffigurato un uomo ricoperto di occhi e una scritta in latino che significa “chi può capire, capisca”. La guida ha detto che probabilmente questa era la porta in cui era stata imprigionata una suora che era nel convento di Conversano, ma che era scappata con il suo amante a Venezia. Dopo che l’avevano catturata di nuovo, era stata chiusa all’interno di una stanza del convento senza la possibilità di uscire. E forse quegli occhi stavano a simboleggiare che era sempre sorvegliata da tante persone che la guardavano di continuo per evitare che scappasse di nuovo.

All’uscita abbiamo visitato l’ingresso del chiostro di conversano e la guida ci ha detto alcune ultime curiosità sulle decorazioni della facciata del convento delle badesse. Abbiamo fatto una bella foto di gruppo con tutti i partecipanti e poi siamo tornati. È stata una esperienza molto interessante che mi è piaciuta molto e mi ha dato l’opportunità di imparare cose nuove.



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